Sono 7 indicatori della crisi di impresa: i primi due sono validi per tutte le tipologie di attività.

Sono stati pubblicati i 7 indicatori della crisi d’impresa elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (CNDCEC) che, secondo l’art 13 del nuovo codice della crisi, dovrebbero rilevare gli squilibri economici, patrimoniali e finanziari:

  1. Patrimonio Netto Negativo
  2. DSCR previsionale a 6 mesi
  3. Oneri Finanziari sui Ricavi
  4. Patrimonio Netto su Mezzi di Terzi
  5. Attivo a Breve su Passivo a Breve
  6. Cashflow su Attivo
  7. Debiti Previdenziali e Tributari su Attivo

I primi due indicatori di allerta sono stati considerati validi per tutte le tipologie di attività, gli altri 5 indici sono specifici per ciascun settore.

INDICATORE 1- Patrimonio Netto Negativo

Quando il patrimonio netto di una società è totalmente eroso dalle perdite, siamo ormai in una situazione di piena crisi aziendale (iniziata probabilmente molto prima). Monitorare il patrimonio netto è già compito del redattore di bilancio d’esercizio e del sindaco/revisore. Quest’ultimi, devono infatti esprimersi sui presupposti della continuità aziendale. Nel caso in cui ci si trovi di fronte ad un patrimonio netto negativo, rimangono solo 2 possibili soluzioni:

  • ricostituzione del patrimonio attraverso nuove risorse apportate dai soci ed avvio di un processo di ristrutturazione aziendale;
  • messa in liquidazione della società.

INDICATORE 2 - DSCR previsionale a 6 mesi

Il Debt Service Coverage Ratio (abbreviato DSCR) previsionale a 6 mesi fornisce una rappresentazione della sostenibilità dei debiti almeno per i 6 mesi successivi. L’indice non deve essere inferiore a 1 che tradotto significa che i flussi di cassa operativi (nettati dalle imposte) devono essere superiori ai flussi in uscita per il pagamento dei debiti bancari.

La maggior parte delle PMI italiane, non solo non sono attualmente in grado di fare una previsione del cash flow a 6 o 12 mesi, ma spesso fanno fatica anche ad ottenere una contabilità aggiornata su base trimestrale, richiesta dall’adeguata verifica

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Il CNDCEC ha proposto quindi di utilizzare 5 indicatori con i valori soglia definiti per ogni settore di attività nel caso in cui il DSCR a 6 mesi non fosse calcolabile o attendibile.

INDICATORE 3 - Oneri Finanziari sui Ricavi

Il parametro, secondo CNDCEC non deve essere superiore a 1,5% – 3,8% nelle rispettive categorie settoriali. L’indice fornisce un’informazione molto generica sulla sostenibilità dell’indebitamento bancario.

INDICATORE 4 - Patrimonio Netto su Mezzi di Terzi

Questo indice del livello di capitalizzazione dell’impresa non deve essere inferiore ai valori soglia che oscillano tra 2,3% – 9,4%. Il significato del Patrimonio Netto sui Mezzi di Terzi è questo: più l’impresa è capitalizzata con i mezzi propri (dei soci) e più è solida.

INDICATORE 5 - Attivo a Breve su Passivo a Breve

L’indice misura lo squilibrio all’interno del capitale circolante operativo. Il rapporto tra l’attivo a breve ed il passivo a breve non deve essere inferiore ai valori soglia indicati dal CNDCEC, che variano dal 69,8% al 108%. Minore è la percentuale e minore è la quantità di crediti esigibili nel breve termine, destinati a coprire i fornitori e altri debiti a breve.

INDICATORE 6 – Cash flow su Attivo

Il rapporto tra il free cash flow e l’attivo indica il rendimento complessivo dell’investimento in termini di cassa generata. In sintesi il cash flow su attivo ci dice quanta cassa effettivamente genera tutto quello che abbiamo investito nell’attivo (beni capitale e attivo circolante). I valori soglia proposti variano da un minimo del 0,3% ad un massimo del 1,9%.

INDICATORE 7 -Debiti Previdenziali e Tributari su Attivo

Particolare attenzione meritano i debiti tributari e previdenziali. L’indicatore dei debiti previdenziali e tributari su attivo, rappresenta una novità nel set standard degli indici di bilancio. Questo parametro deve assumere un valore inferiore alle soglie che variano dal 2,9% al 14,6% nei vari settori.

Considerazioni sui 7 indicatori della crisi d’impresa

Il modello proposto di 7 indicatori della crisi d’impresa, che tracciano valori soglia degli indici di bilancio differenziati per settore.

Il segnale di allerta dovrebbe essere considerato in uno di questi 3 casi:

  • Il patrimonio netto è negativo;
  • DSCR a 6 mesi è inferiore a 1;
  • In assenza del DSCR, tutti i 5 indici di bilancio sono fuori dai valori soglia.

Davide Paolo Poli - dottore commercialista, aziendalista e revisore legale

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